20 ottobre 2021

Ultima notte a Soho: Anya Taylor-Joy canta "Downtown"


L'uscita nelle sale italiane dell'attesissimo film di Edgar Wright "Ultima notte a Soho", di cui abbiamo già abbondantemente parlato. è prevista per il 4 novembre.

Il trailer italiano rilasciato a settembre lo trovate a questo link, mentre qui sotto potete ammirare il videoclip del tema del film "Downtown", cover del celebre brano portato del 1964 al successo da Petula Clark, interpretato dall'attrice Anya Taylor-Joy, protagonista del film insieme a Thomasin McKenzie.

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30 agosto 2021

"The Sparks Brothers", di Edgar Wright al cinema fino al 1 settembre



"50 anni. 25 album. 345 canzoni. Genio senza limiti... Sono un fan degli Sparks dal 1979. Nel 2015, ho scoperto che mi seguivano su Twitter, ho dato di matto e gli ho mandato subito un messaggio."

Con queste parole il regista inglese Edgar Wright (La notte dei morti dementi, La fine del mondo, Scott Pilgrim vs. the world, Baby Driver, Last Night in Soho) annuncia su Twitter il suo progetto di un documentario sul duo californiano The Sparks intitolato "The Sparks Brothers".
Lo stile degli Sparks, sia musicale che visivo, è senza dubbio molto vicino all'estetica di Wright e quindi era quasi scontato che dovesse essere lui ad occuparsi della celebrazione dei fratelli Mael.
Il lungo trailer diffuso dalla Fox è una festa di musica, colori e immagini entusiasmanti e fa ben sperare in un nuovo bel colpo di Wright.

Il film, presentato al Sundance Festival a gennaio 2021, è uscito nelle sale USA già a giugno ed è previsto nelle sale UK il prossimo 30 luglio mentre in Italia sarà nei cinema solo dal 30 agosto al 1 settembre.


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24 agosto 2021

Spidey cerca casa: Il primo trailer ufficiale di "Spiderman: No Way Home" finalmente online.

 


L'attesissimo trailer del terzo film della Marvel dedicato al più popolare supereroe è online. Finalmente i fan dell'MCU possono verificare se gli innumerevoli rumors messi in giro dalla Marvel/Sony stessa in queste ultimi mesi trovano conferma nelle prime scene diffuse.

E pare proprio di sì.



Spiderman No Way Home uscirà nelle sale il 17 dicembre.





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28 luglio 2021

A nuoto dal Vomero a Mergellina. "Marechià", il nuovo videoclip dei Nu Genea con Célia Kameni.


A due anni dall'album di esordio "Nuova Napoli" il duo elettro-funk Nu Genea (ex Nu Guinea) torna a stupire con un bellissimo videoclip che è già un successo su Youtube e vari social a una settimana dalla pubblicazione.

Il video di "Marechià" è stato realizzato da Fabio Gargano e Guido Lombardi (Take Five, Il ladro di giorni) e le immagini, girate in pellicola, ritraggono una Napoli luminosa in cui un anziano bagnante, vistosi bloccato l'accesso alla discesa di Marechiaro, decide di girare a nuoto tutta la città, dal Vomero fino a Mergellina, coinvolgendo una donna in questa passeggiata che li porterà ad un volo mistico sulla città. Il tutto su un bellissimo ritmo dance-funk con un testo napoletano-francese che ripete "je souis la-bas, la-bas, lla abbasc' a Marechià"

Nel video compaiono Cosimo Di Lena e Felicitè Mbezele, più un cameo non trascurabile del musicista Nero Nelson, il "podologo" Peppe Fetish e le Coccinelle.

Il brano "Marechià", realizzato in collaborazione con la cantante francese Célia Kameni, anticipa l'uscita di un nuovo album che i Nu Genea (Massimo Di Lena e Lucio Aquilina) stanno ultimando in Germania e che uscirà per la Carosello records.




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27 luglio 2021

Recensione: Blood Red Sky, di Peter Thorwarth ★★☆☆☆


I vampiri tedeschi hanno una antica tradizione nel cinema che va dal capolavoro di Murnau del 1922 (Nosferatu il vampiro) fino a questo "Blood Red Sky", che capolavoro non è, in cui si mettono in pentola diversi ingredienti. Il terrorismo, la maternità, la finanza, il razzismo e, volendo, anche il citazionismo.

Il gioco è quello di un vampiro buono che si ritrova ostaggio di (falsi) terroristi e comincia a infettare l'intero equipaggio e i passeggeri, compresi i dirottatori.

Si tratta di vampiri senza ironia, che ricordano quelli di "Dal tramonto all'alba" ma per nulla grotteschi. 

Il gioco claustrofobico è reso sicuramente bene ma la trama sembra quella di un episodio minore de "Ai confini della realtà".

Noiosetto in alcuni punti e con un finale annunciato già dalle prime scene che forse si poteva evitare, come anche i flashback della storia del contagio della mamma vampiro molto superficiale.

Inverosimile dal punto di vista tecnico, ma questo in un horror vampiresco è senz'altro accettabile, e banalotto nel totale, "Red Blood Sky" è un classico film televisivo senza grosse pretese. 

Evitabile ma non dannoso. Niente di nuovo, siamo sul mediocre.

Tra gli attori apprezzabile giusto la protagonista Peri Baumeister.

Su Netflix dal 25 luglio.

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26 luglio 2021

"America Latina", il nuovo film dei fratelli D'Innocenzo con Elio Germano presentato a Venezia



America Latina, il nuovo film scritto e diretto da Damiano e Fabio D'Innocenzo (Favolacce), sarà presentato, in concorso, alla 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. 
“Siamo estremamente grati ad Alberto Barbera e a tutta la sua squadra per aver accolto il nostro terzo film ‘America Latina’ in concorso alla 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Abbiamo inseguito con tenacia questo palcoscenico e ora, con responsabilità e umiltà, ci rimettiamo allo sguardo degli spettatori” hanno dichiarato i gemelli D’Innocenzo. 
Nel cast, accanto a Elio Germano, Astrid Casali, Sara Ciocca, Maurizio Lastrico, Carlotta Gamba, Federica Pala, Filippo Dini e Massimo Wertmüller
Il film è prodotto da Lorenzo Mieli per The Apartment, società del gruppo Fremantle, Vision Distribution e Le Pacte. 
America Latina sarà distribuito in Italia e nel mondo da Vision Distribution.
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21 luglio 2021

Il trailer ufficiale di Diabolik, dei Manetti Bros. (nelle sale dal 16 dicembre)



Presentato in esclusiva in un evento live organizzato all'interno del Cinè - Giornate Professionali del Cinema di Riccione, ecco il primo vero trailer di "Diabolik", il cinecomic dei Manetti Bros nelle sale il prossimo 16 dicembre.
Cosa ne pensate? Sotto, in linea o oltre le vostre aspettative?




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15 luglio 2021

Recensione: La guerra di domani, di Chris McKay ★☆☆☆☆


Di solito qui evitiamo di scrivere recensioni su film che non ci sono piaciuti attribuendo la circostanza ad un errore di scelta più che alla scarsa qualità del film. Ma dopo quasi due ore di gente che spara a bestiacce carnivore sullo sfondo si uno scenario apocalittico da videogioco anni '90, sopportate solo nella speranza di un finale che restituisse un senso al sacrificio, qualcosa devo dire se non altro per mettere in guardia chi come me cercava un moderno film di fantascienza. 
"La guerra di domani" è uno sci-fi che di scientifico ha poco o nulla, una storia di viaggi nel tempo forse delle più cialtrone viste nei mainstream americani. 
Un'invasione aliena mette in ginocchio l'umanità in un futuro non remoto (30 anni) e la generazione matura pensa bene di correre nel passato a chiedere aiuto a mamma e papà. Da dove arrivino questi alieni (per nulla evoluti) non è tanto chiaro. Alla fine del film una mezza spiegazione viene data ma in maniera molto veloce, approfittando di un intervallo brevissimo tra una ennesima sparatoria e una sanguinosa scazzottata tra uomni e alieni. 
Il tutto, dalla regia all'uso spasmodico della colonna sonora, agli effetti sonori, allle frasi ad effetto, ripertano ai "bei tempi" dei (peggiori) action movie di Michael Bay dei primi anni '00.
Nel cast il divo marveliano Chris Pratt (solitamente simpatico ma qui uno stoccafisso) e l'australiana Yvonne Strahovski (bellissima interprete di Serena ne "Il racconto dell'ancella") e un J.K. Simmons pompato all'inverosimile.
Nessun motivo per guardarlo. 
Al cinema sarebbe stato un flop assurdo, mentre pare che su Amazon Prime stia riscuotendo un inspiegabile successo. 
De gustibus non est sputazzella.
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08 luglio 2021

"Ballo ballo (Explota Explota)" il musicarello spagnolo dedicato a Raffaella Carrà su Amazon Prime ★★★★☆


Nell'attesa della fiction-coccodrillo che inevitabilmente produrrà una televisione generalista, in cui probabilmente ci verrà proposta la storia della ragazza Raffaella Pelloni che dalla provincia romagnola arriva a diventare una star amata in tutto il mondo lottando contro pregiudizi e rinunciando all'amore, oggi possiamo rievocare il mito di Raffaella Carrà guardando un recente film spagnolo intitolato "Ballo ballo".

Si tratta di un vero e proprio musicarello, come quelli realizzati negli anni '60/'70 con protagonisti cantanti di grido con storie semplici per lo più basati su conflitti generazionali e storie d'amore a lieto fine.

"Ballo ballo" (in originale "Explota explota") non è infatti una biopic sulla grande Raffaella, ma un musical con le più celebri canzoni della cantante italiana che racconta l'emancipazione dei costumi della televisione spagnola negli anni '70, la fine del bigottismo televisivo che arriva grazie al coraggio di una ballerina che richiama la rivoluzione che Raffaella Carrà portò nella televisione italiana con i suoi abiti succinti, il famoso ombelico e i testi delle popolarissime canzoni che parlavano di come sia bello fare l'amore con chi hai voglia tu, con tanti auguri a chi di amanti ne ha più di uno.

Ballo ballo è stato prodotto dalla televisione spagnola RTVE in collaborazione con Rai Cinema, diretto da Nacho Álvarez e interpretato da Ingrid García-Jonsson, Verónica Echegui, Fernando Guallar e Giuseppe Maggio.

Una piccola produzione che rende omaggio ad un'artista nel modo migliore, ossia ricreando sullo schermo l'atmosfera festosa, sensuale e colorata delle sue canzoni.

Raccomandata la visione in lingua spagnola con sottotitoli, sia perché i musical doppiati sono un controsenso e sia perché le versioni italiane delle canzoni in molti casi non hanno nulla a che fare con la storia. E' il caso della scena in cui i protagonisti cantano "Tanti auguri" che in spagnolo recita "Se vuoi far bene l'amore devi venire al sud" e in Italiano "Come è bello far l'amore da Trieste in giù", dove il senso è lo stesso ma magari a Madrid avrebbero scelto un riferimento diverso dal capoluogo friulanooppure la celebre "Rumore" che in spagnolo è "Rumores", letteralmente malelingue. 

"Ballo Ballo" è in streaming su Amazon Prime Video



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05 luglio 2021

Recensione: Generazione 56K, di Francesco Ebbasta ★★★★☆


Con Generazione 56K Francesco Ebbasta (aka Capaldo), mente creativa dei TheJackal, torna a rivolgersi al pubblico adulto che li ha sostenuti per primo, ai tempi delle loro prime video-sperimentazioni su web. Un pubblico che rimase affascinato dalla padronanza con cui i cinque ragazzi napoletani (allora oltre a Francesco, Ciro, Simone e Alfredo c'era anche Mariano) manipolavano la cultura cinematografica creando mashup e parodie che ancora oggi restano tra le migliori viste su internet (vedi Il camorrista nel pallone, 30 denari - la vera storia della Pasqua). 
Diventati in poco tempo padroni assoluti della videoviralità social e maestri del product placement, i Jackal hanno successivamente (da Gli effetti di Gomorra sulla gente in poi) preso una strada diversa, mirata a compiacere un pubblico più numeroso, più giovane ma con meno pretese, come evidente nella loro partecipazione a LOL affianco al terribile Pintus e i commenti alle partite dell’Europeo. 
Ora però, con questa serie di otto episodi su Netflix dal 1 luglio, Francesco cambia completamente registro. Generazione 56K è una serie matura, scritta bene, leggera e divertente ma intensa e spesso emozionante, un giusto equilibrio tra rom-com e commedia nostalgica. Si evita accuratamente di entrare nel provincialismo o nell’iconografia del sud, pur essendo tutta la storia molto localizzata (tra Napoli e Procida) offrendo un affresco di circa 20 anni molto veritiero. 
Francesco Ebbasta è lo show runner e ha scritto e diretto i primi quattro episodi, quelli più briosi, lasciando la direzione degli altri a Alessio Maria Federici (Uno di famiglia, Terapia di coppia per amanti). 
I due Jackal Gianluca Fru e Fabio Balsamo sono misurati e molto affiatati, così come convincente è il protagonista maschile Angelo Spagnoletti, mentre una menzione speciale va alle due attrici Cristina Cappelli e Claudia Tranchese davvero eccezionali.
Cattleya, già partner cinematografica di Franceaco Ebbasta per "Addio fottuti musi verdi" stavolta ha vinto la scommessa supportando il regista nella creazione di qualcosa di davvero particolare.
Una serie comedy italiana che si inserisce senza goffagine tra le modern comedy internazionali, con in più (lasciatemelo dire) una location da fare invidia a tutti. Anche alla Pixar di “Luca”.
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01 luglio 2021

Sei Gradi Di SeparaZOne 4: da "Il capitale umano" a "A quiet place II"



I sei gradi di separazione di questa settimana ci portano dal successo di Paolo Virzì "Il capitale umano" all'horror di John Krasinski "A quiet place II" attraverso Fabio De Luigi, Vincenzo Alfieri, Harold Ramis, Lisa Kudrow ed Emily Blunt.


IL CAPITALE UMANO.



Una delle commedie più amare e probabilmente il miglior film di Paolo Virzì, che gli valse ben sette David di Donatello e altrettanti Nastri d'argento (più svariati altri premi anche internazionali), "Il capitale umano" fu anche un grosso successo di pubblico.
Film corale in cui, attorno alla vicenda di un incidente stradale che costa la vita di un cameriere, si sviluppano le storie di tantissimi personaggi, interpretati da attori di primissimo piano come Fabrizio Gifuni, Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Golino, Luigi Lo Cascio, Fabrizio Bentivoglio e una giovanissima Matilde Gioli al suo debutto sul grande schermo. Da quel 2014 la carriera dell'attrice milanese proseguirà senza sosta, tra fiction e cinema, come in "Gli Uomini d'oro" di Vincenzo Alfieri del 2019.


1.GLI UOMINI D'ORO.



L'opera seconda del giovanissimo Vincenzo Alfieri, che in questo film scrive, dirige e monta ma senza prendere parte come attore, è un notevole heist movie tratto da una storia vera di tre impiegati che nel 1996 si improvvisarono rapinatori organizzando la rapina di un portavalori.
Il film non ha avuto, secondo chi scrive, il successo di pubblico meritato. Avvincente, ben recitato, per nulla banale, "Gli uomini d'oro" ha anche il pregio di mostrare il lato drammatico di Fabio De Luigi, un attore solitamente utilizzato in ruoli comici brillanti.
De Luigi compare in un film di Giulio Manfredonia intitolato "E' già ieri" con Antonio Albanese protagonista.


2. E' GIA' IERI.



Film surreale in cui Albanese sembra tornare alle atmosfere magrittiane di "Uomo di acqua dolce", "E' già ieri" è un remake del successo americano "Ricomincio da capo" dove al posto della marmotta troviamo una cicogna.


3. RICOMINCIO DA CAPO.



Diventato in brevissimo tempo un cult e sicuramente la migliore commedia basata sul paradosso temporale (in fondo lo era anche "La vita è meravigliosa"), "Ricomincio da capo" è stato il primo grande successo di Bill Murray dopo Ghostbusters. Il regista del film, tra l'altro, era Harold Ramis che in Ghostbusters recitava accanto a Murray. Ramis ha girato 12 film, i primi dei quali con il collettivo National Lampoon, e molti di questi sono stati dei successi internazionali, come il mafia-comedy "Terapia e pallottole" del 1999


4. TERAPIA E PALLOTTOLE.



Robert De Niro in versione brillante convince in questa commedia del 1999, grazie anche alla "spalla" di Billy Crystal.
Paul Vitti (De Niro) è un boss in ascesa della mafia statunitense che, in seguito ad una crisi di panico durante una sparatoria, scopre di avere bisogno di uno strizzacervelli, "uno bravo" che lo aiuti a tornare lo spietato boss di un tempo. Il dottor Sobel (Crystal) suo malgrado diventa il suo analista e da quel momento la sua vita cambia radicalmente mettendo in crisi il rapporto con la compagna Laura, interpretata da Lisa Kudrow ed è proprio la bionda Phoebe di Friends il quinto grado di separazione in quanto tra le sue più recenti apparizioni dell'attrice troviamo "La ragazza del treno" di Tate Taylor del 2016.


5. LA RAGAZZA DEL TRENO



"La ragazza del treno" è un buon thriller hitchicockiano incentrato sull'ossessione di una donna per una coppia dall'apparenza felice che quotidianamente osserva sul treno che la porta al lavoro. Questo voyeurismo la coinvolgerà in una storia di scomparsa oltre che alla scoperta di aspetti inquietanti della propria vita.
Interpretato dall'attrice inglese Emily Blunt, che all'epoca era già celebre a Hollywood per "Sicario" e "Il cacciatore e la regina di ghiaccio", il film ebbe un buon successo di pubblico mentre la critica fu abbastanza freddina. All'epoca la Blunt era già sposata con il regista e attore John Krasinski che la dirigerà nei due capitoli del successo horror "A quiet place".


A QUIET PLACE II. 



Meno parli e meglio è. In un presente distopico la terra è invasa da mostri alieni ciechi ma con un udito straordinario e l'unico modo per non esser divorati è fare silenzio.
Questo il contesto in cui si muovono le storie della saga "A quiet Place" attualmente al secondo capitolo nelle sale. 
Il primo film del 2018 è stato un grande successo di incassi ed è piaciuto anche molto agli appassionati del cinema di genere. Stesso destino sembra prefigurarsi per il sequel che sta riscuotendo successo un po' ovunque.
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A Oliver Stone il premio alla carriera all’Ischia Film Festival: “Che peccato non aver girato in Italia”



Resta seduto tra il pubblico ad assistere alla proiezione, nel cuore del Castello Aragonese, del suo “Ogni maledetta domenica”, chiedendo con un sorriso che il celebre monologo di Al Pacino abbia il massimo volume possibile. 
E ringrazia l’Italia e l’isola per il premio alla carriera che l’Ischia Film Festival gli assegna, per mano del direttore Michelangelo Messina, in una sala all’aperto gremita ed entusiasta. 
Oliver Stone, tre volte Premio Oscar, si racconta partendo dall’ultima sfida, il documentario ‘JFK Revisited: Through the Looking Glass’, che sarà prossimamente presentato a Cannes e che già promette di far scalpore: “Ho deciso di raccontare JFK per i giovani, tornando sul caso dopo la terza inchiesta ufficiale e dopo il mio film. Sono venute alla luce cose particolarmente interessanti che contribuiscono a far luce su una delle storie più controverse del Novecento, che altrimenti le nuove generazioni ignorerebbero”. Poi Stone - regista di pellicole celebri come “Platoon”, “Nato il quattro luglio” e “JFK - Un caso ancora aperto” – annuncia che lavorerà presto “a un film sul ‘climate change’, sui grandi cambiamenti climatici in atto nel pianeta, e sul futuro del pianeta (si chiama “Bright Future” ed è in pre-produzione, ndr). L’anidride carbonica – dice - ci sta ammazzando, è necessario trovare energie alternative, liberandoci dalle logiche del denaro e magari puntando sul nucleare e sull’idrogeno”

news.ischia.it

Dalla sua suite dell’hotel Excelsior guarda il mare blu di Ischia e confessa: “Mi piace il vostro Paese, ma più di tutto adoro il cinema italiano, a cominciare da Rossellini, De Sica, Sofia Loren, che è stata ed è una delle mie muse, Marcello Mastroianni e Fellini: chi lavora in questo settore, non può per nessuna ragione ignorare il cinema italiano. E dell’Italia adoro anche il cibo (ha particolarmente apprezzato i prodotti degli orti ischitani, ndr), il senso di ospitalità e la bellezza dei paesaggi, impareggiabile. Mi sarebbe piaciuto girare in Italia. Una volta, anni fa, feci dei sopralluoghi a Cinecittà con Dino De Laurentiis, ma non se ne fece niente. Avrebbe voluto fare anche “Platoon” con me, ma non andò in porto. Poi, ho conosciuto il produttore Fernando Ghia, che lavorava con Franco Cristaldi nel 1974. Credo che girare in Italia sarebbe stata una grande opportunità”

Tra i temi affrontati con i giornalisti e nel dialogo serale, moderato dal critico Antonio Capellupo, anche la complessa contemporaneità del suo Paese, gli Stati Uniti: “Biden? Il problema non è tanto in chi viene eletto alla Casa Bianca, ma più il sistema, che resta profondamente imperialistico”. E ricevendo il premio con orgoglio, aggiunge: “Bisogna credere nei propri ideali e lottare per raggiungere gli obiettivi in cui si crede: io stesso mi sono dovuto rimboccare le maniche per diventare regista, girando ‘Platoon’ vent’anni dopo aver vissuto la traumatica esperienza del Vietnam. Ed è stato proprio tornando dalla guerra che ho avuto chiaro il mio destino: sarei diventato regista. Così ho frequentato la Film School di New York, accettando sudore e sacrifici e persino qualche fallimento, con diverse sceneggiature che non sono andate in porto. L’importante è, come sempre, rialzarsi. Anche quando – e a me è successo a 30 anni – sei pronto a gettare la spugna”.
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Il trailer di "Jolt", nuovo film action con Kate Beckinsale dal 23 luglio su Amazon Prime Video.


Lindy è una donna bellissima, sprezzante e ironica con un doloroso segreto: a causa di un raro disturbo neurologico che la affligge da tutta la vita, le accade a volte di essere presa da impulsi omicidi rabbiosi che può controllare solo dandosi una scossa elettrica tramite uno speciale dispositivo a elettrodi. 
Incapace di trovare amore e intimità in un mondo che teme la sua bizzarra patologia, si fida finalmente di un uomo abbastanza a lungo da innamorarsene, per poi trovarlo assassinato il giorno successivo. Con il cuore spezzato e piena di rabbia, Lindy parte in una missione di vendetta per trovare l’assassino, mentre la polizia è sulle sue tracce come principale sospettata del crimine.

"JOLT" è il nuovo film Amazon Prime disponibile dal 23 luglio diretto da Tanya Wexler e interpretato da Kate Beckinsale (The Widow), Bobby Cannavale (Homecoming) con Susan Sarandon e Stanley Tucci.



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30 giugno 2021

l trailer di "Fondazione" la serie AppleTV+ tratta da Asimov in streaming dal 24 settembre.

Annunciata più di un anno fa, arriva il 24 settembre su AppleTV+ la serie "Foundation" ispirata alla trilogia de La Fondazione di Isaac Asimov
Sotto la guida dello showrunner David S. Goyer la prima stagione della serie sarà composta da 10 episodi, ma il progetto globale è molto più ambizioso volendo adattare per lo schermo tutti i sette libri di Asimov per un totale di 80 episodi. 
Hari Seldon, un oscuro matematico che vive nell’anno 12.020 dell’Era galattica, giunge sul pianeta Trantor per prendere parte a un congresso dove intende presentare i fondamenti di una nuova scienza, la psicostoria, che consente di prevedere l’evoluzione di una società tramite formule matematiche. La conoscenza delle conseguenze degli eventi permetterebbe di agire nella giusta direzione, correggendo in qualche modo eventi non ancora accaduti. Essendo Hari l’unico a prevedere il crollo dell’Impero, i suoi insegnamenti gli sopravvivranno dando vita a una lunga serie di eventi.
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29 giugno 2021

Il trailer definitivo di "Blood Red Sky", l'horror tedesco di Netflix in streaming dal 23 luglio

Nadja e il figlio di 10 anni si trovano a bordo di un volo notturno dalla Germania verso New York, quando un gruppo di terroristi prende con la forza il controllo dell'aereo, mettendo in pericolo la vita dei passeggeri. Ma stavolta i malcapitati sono i dirottatori in quanto hanno preso in ostaggio "la tedesca sbagliata". Nadja infatti soffre di una "malattia" particolare e si sta recando negli USA proprio con la speranza di trovare una cura. Una malattia che scatena in lei un lato oscuro terrificante e non esita a servirsene per salvare il figlio, ignaro del mostro che si nasconde dentro sua madre. 
I cacciatori diventano prede in questo horror d'azione diretto da Peter Thorwarth, con Peri Baumeister e Dominic Purcell in arrivo su Netflix il prossimo 23 luglio.

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28 giugno 2021

Il trailer di "Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli" nelle sale dal 1 settembre.


La Marvel ha diffuso uno di quei trailer che ti raccontano praticamente tutto del film. Si tratta del debutto nell'MCU di un eroe Marvel non molto conosciuto in Italia, ossia Shang-Chi il maestro di kung-fu. 
Nella seconda metà degli anni '70 la gloriosa Editoriale Corno, dopo aver lanciato l'Uomo Ragno, Capitan America, (Dare)Devil e i Fantastici Quattro, pubblicò in formato gigante 53 numeri dedicati al personaggio creato da Steve Englehart (testi) e Jim Starlin (disegni). La pubblicazione non ebbe il successo sperato ed ora gli albi sono oggetto di collezione. 
Il film Marvel, diretto dal regista hawaiiano Destin Daniel Cretton e interpretato da Simu Liu, uscirà nelle sale di tutto il mondo il 1 settembre.



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24 giugno 2021

Sei Gradi di SeparaZOne 3: Da "Mi manda Picone" a "Luca"



Questa volta i sei gradi di separazione tra il cult di Nanni Loy "Mi manda Picone" e il recentissimo successo Pixar "Luca" passano attraverso Luciano Salce, Fontana & Stasi, Barbara Bouchet e Mariangela Melato.

MI MANDA PICONE.



Nella cinematografia napoletana, affianco ai film di Troisi e De Crescenzo, "Mi manda Picone" occupa un posto di tutto rispetto. Scritto e diretto da Nanni Loy, che prediligeva Napoli come location ("Le quattro giornate di Napoli", "Cafè Express", "Scugnizzi", "Pacco, doppio pacco e contropaccotto"), il film è pieno di personaggi, battute e situazioni che sono rimaste nella cultura partenopea e non solo. Un film incentrato sul protagonista Giancarlo Giannini che si inventa un dialetto napoletano tutto suo ma credibile. Del resto il genovese Giannini è un interprete per il quale i dialetti non sono stati mai un limite. Resta mitico il suo siciliano sfoggiato in numerosi film, primo tra tutti il successo di Lina Wertmuller "Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto".


1.TRAVOLTI DA UN INSOLITO DESTINO NELL'AZZURRO MARE DI AGOSTO.



Un film italiano conosciuto in tutto il mondo grazie alle grandi performance dei due protagonisti, artisti assoluti. Il genovese-siciliano Giancarlo Giannini ha regalato al frasario italiano l'espressione "Bottana industriale!" che è diventata mitica.
Splendida, bravissima e bellissima come non mai l'indimenticabile partner Mariangela Melato in uno dei suoi migliori ruoli brillanti, tra i quali sicuramente è da menzionare Marisa del Sol, la caliente soubrette finta spagnola di "Basta guardarla" di Luciano Salce.


2. BASTA GUARDARLA.



Due anni prima del confuso, pasticciato e sgangherato "Polvere di Stelle" di Alberto Sordi del 1973, Luciano Salce realizzò una commedia ambientata nel mondo dell'avanspettacolo tra le più divertenti del cinema italiano.

Interpretato da uno stuolo di grandissimi attori tutti in ottima forma, come Franca Valeri, Mariangela Melato, Carlo Giuffrè, lo stesso Salce, Pippo Franco e Mariagrazia Buccella, il film rappresenta un cult per gli amanti della commedia italiana.
Il grande Luciano Salce, che in quel periodo girava in media due film all'anno, dopo due anni segnò un grande successo popolare dal titolo "L'anatra all'arancia".


3. L'ANATRA ALL'ARANCIA.



Film simbolo della commedia sexy (quella nobile da non confondere con le commedie pecorecce della decadenza degli anni successivi), "L' anatra all'arancia" era un libero adattamento di Salce e Zapponi della piece inglese omonima di Douglas-home e Sauvajon molto rappresentata nei teatri italiani. 

In questo film, in uno dei suoi migliori ruoli brillanti e recitando con la sua particolarissima voce, una bellissima Barbara Bouchet nel pieno della sua forma. 

Attrice Ceca ma Italiana d'adozione, la Bouchet iniziò la sua carriera nel 1964 e prima di arrivare in Italia, dove diventò ben presto un'icona di bellezza e talento, lavorò in ambito internazionale con registi del calibro di Otto Premiger e Bob Fosse.

Ancora oggi attiva nel cinema, nel 2018 è comparsa in un breve ma fondamentale ruolo nel film "Metti la nonna in freezer". 


4. METTI LA NONNA NEL FREEZER.



Divertente commedia nera interpretata da Miriam Leone con Fabio De Luigi, "Metti la nonna nel freezer" conta su un cast di tutto rispetto che va da Lucia Ocone a Maurizio Lombardi, Carlo De Ruggieri e un cameo formidabile di Eros Pagni.

Il film segna il debutto nel lungometraggio dei registi materani Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, se si fa eccezione di un film per la televisione mandato in onda da Sky intitolato "Amore Oggi".


5. AMORE OGGI



Commedia a episodi che indaga ironicamente sulle alcune dinamiche di coppia, "Amore Oggi" ha segnato l'esordio in un lungometraggio della coppia di registi Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi.

I due registi materani avevano alle spalle una grossa esperienza come videomaker e collaborazioni con diversi show televisivi (Un due tre stella, NeriPoppins) per i quali relizzarono dei trailer apocrifi satirici, come "Forrest Gelli", "Inception Berlusconi" e "Italstellar".  Giancarlo Fontana aveva realizzato già dei mediometraggi indipendenti, la trilogia de "La Catena".

Nel cast del film Caterina Guzzanti, Rocco Siffredi, Neri Marcorè e il comico romano Saverio Raimondo, all'epoca ancora poco conosciuto e la cui carriera di doppiatore lo porterà a dare la voce a uno dei personaggi chiave del film di animazione "Luca".


LUCA. 



L'ultimo Pixar dell'italiano Enrico Casarosa è stato un vero successo, almeno qui da noi. Un film di animazione di alta qualità, magari non con lo spessore dei classici Pixar ma sicuramente originale per l'Italianità che traspare in ogni fotogramma, dall'ambientazione alle citazioni (la foto di Mastroianni, i poster dei grandi film italiani degli anni '50) e le numerose citazioni della lingua italiana che si apprezzano, ovviamente, solo nella versione originale. 

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"Terra mia" (Pino Daniele) - Fiorella Mannoia feat. Clementino (videoclip)

Ecco qui l'omaggio a Pino Daniele di Fiorella Mannoia e Clementino. "Terra Mia", registrata al Castel Dell'Ovo in occasione del progetto Music For Uncertain Times.

Le altre performances sono sul sito web del Ministero Degli Affari Esteri.

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23 giugno 2021

Il trailer italiano di "Suicide Squad: Missione Suicida" nelle sale dal 5 agosto.


Tocca a James Gunn (I Guardiani della galassia I, II, III) cercare di cambiare la sorte della Suicide Squad della DC che col primo film del 2016 non ha riscosso il successo sperato. La scelta del titolo di questo secondo capitolo (Missione Suicida) farebbe pensare che alla DC non ci credono tanto, ma tant'è che dal prossimo 5 agosto "Suicide Squad: Missione Suicida" sarà nelle sale di tutto il mondo ed è il primo cinecomic ad approdare nelle sale dalla riapertura dei cinema.



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22 giugno 2021

Recensione: Mandibules, di Quentin Dupieux ★★★★☆


Alcuni Francesi sanno essere anche simpatici. Quentin Dupieux (aka Mr. Oizo) è uno di questi e con "Mandibules", film all'apparenza semplice ed essenziale ma che ha dietro un grande lavoro sia di scrittura che di mise-en-scene, ci regala una commedia surreale divertente e pacata che davvero non mi aspettavo.

Manu e Jean-Gab, due amici tonti e squattrinati, trovano nel bagagliaio di in un'auto rubata una mosca gigantesca, delle dimensioni di un grosso maiale ed hanno la brillante idea di addomesticarla per poi utilizzarla come cane da riporto per dei furtarelli. Ma l'ingombrante insetto è solo un mac-guffin che porta suo malgrado i due protagonisti in situazioni bizzarre e al limite del parossistico in un susseguirsi di eventi che ricordano le atmosfere de "Il Grande Lebowski", film che sicuramente ha ispirato Dupieux.

Le vicende che attraversano Manu e Jean-Gab sono però solo apparentemente surreali. I due caratteri dei protagonisti sono in fondo molto reali. La loro voglia di arricchirsi standosene fermi ad aspettare che la mosca-drone porti loro quello che desiderano è imposta dalla società, ma ciò che vogliono davvero è non avere programmi o scadenze e vivere esattamente come vivono, senza cambiare una virgola della loro condizione. Una sorta di hippy del nuovo millennio.

Oltre ai due interpreti principali David Marsais e Grégoire Ludig, altri attori del film sono India Hair, Romeo Elvis e la bravissima Adèle Exarchopoulos (Palma d'Oro per "La vita di Adele") qui in un ruolo quasi comico, nella parte di una ragazza affetta da un disturbo che non le fa controllare la voce e la sua comparsa in scena risulta davvero esilarante (almeno nella versione in lingua originale).

P.S. Sempre più fastidiosi i titoli aggiuntivi italiani. Qui siamo a livelli di mancanza di rispetto per gli spettatori andando a parafrasare un vecchio film di Aldo, Giovanni e Giacomo per farci capire che di tratta di una commedia.




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Il XIX Ischia Film Festival è anche online (e gratuito).


Dopo il fortunato esperimento dello scorso anno, l’Ischia Film Festival affianca anche in questa edizione una programmazione online a quella dal vivo. 

Accedendo al sito web www.ischiafilmfestivalonline.it e compilando il modulo per la registrazione gratuita, infatti, si avrà la possibilità di vedere i film della 19esima edizione del concorso cinematografico che si svolgerà dal 26 giugno al 3 luglio al Castello Aragonese.


“La situazione di emergenza pandemica del 2020 ci ha messi alla prova ma ci ha anche offerto occasioni di crescita. Con la creazione del nostro nuovo portale abbiamo superato le frontiere dell'isola per arrivare a un pubblico internazionale che ha apprezzato il festival dimostrando un grande interesse”, ha affermato Michelangelo Messina, direttore artistico della manifestazione. 

E i numeri della passata edizione ne sono la dimostrazione: il sito ha registrato 40 mila visualizzazioni, con un pubblico virtuale proveniente da oltre 65 paesi diversi nel mondo. 


“Su questa scia prosegue l'edizione 2021 – ha proseguito Messina - per offrire i nostri meravigliosi film anche a chi non ha la possibilità di godere dell'esperienza in presenza al festival”.


Sulla piattaforma digitale saranno visibili tutte le proiezioni della sezione Scenari - Fuori concorso. 

Da "27 Marzo 2020" di Alessandro Haber, il racconto di un uomo che cerca rimedio alla solitudine del lockdown. A "Echo" delle registe Hazar Kara e Sezin Ertek, la storia di una giornalista turca, che riconquista la libertà dopo la prigionia causata dalla pubblicazione del suo libro. A "I won't remain alone" del regista iraniano Yaser Talebi, la storia di due genitori che dopo la perdita del figlio scelgono di donarne gli organi, e a distanza di anni riescono a sentire nuovamente il battito del suo cuore. 

Ma anche il viaggio in autobus di una giovane e ribelle donna incinta che sfocia in un alterco con un padre conservatore nel cortometraggio “May I have this seat?” del regista pakistanoamericano Tabish Habib. 

E la sensazione di pressione avvertita da una ginnasta undicenne che, appena vinto il suo primo titolo internazionale, realizza che la partita è appena iniziata, nel cortometraggio “Stephanie” di Leonardo van Dijl.


In totale sono 33 i film fuori concorso, tra lungometraggi, documentari e cortometraggi che porteranno gli spettatori a vivere virtualmente emozioni e storie, che in altre parti del mondo qualcuno ha avuto l'urgenza di narrare. 

Ad arricchire la programmazione online, anche un'ampia selezione di film in concorso: 14 contenuti per la sezione Cortometraggi e 16 per Location negata. Questi ultimi, ricordiamo, saranno proiettati anche al Castello Aragonese alla presenza di molti degli autori.

 

Dopo la registrazione sarà necessario fare il login al sito ischiafilmfestivalonline.it, per visionare il film scelto all’interno del catalogo disponibile in versione digitale. 

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21 giugno 2021

Recensione: Una donna promettente, di Emerald Fennel ★★★★☆



Un revenge-movie spietato che non risparmia colpi. La storia di una amicizia tra donne che porta una delle due a compiere un percorso di vendetta molto particolare che condurrà ad un epilogo abbastanza imprevedibile in quasi due ore di film durante le quali (alleluja!) è molto difficile ipotizzare il finale.

"Una donna promettente" è un film incentrato sicuramente sul dolore che tuttavia indugia davvero poco sulla spettacolarizzazione della violenza, se non in una scena abbastanza dura più per il peso che ha sulla storia che per le immagini.

Interpretato dalla sorprendente Carey Mulligan (Wildlife, Suffragette) e dal "geniale" performer Bo Burnham, il film è prodotto tra gli altri da Margot Robbie e diretto Emerald Fennel. Un cast tecnico e artistico in prevalenza femminile che manda un messaggio ben preciso agli uomini in maniera diretta e grintosa che ricorda la quarta stagione de "Il racconto dell'ancella". Sicuramente un film figlio del metoo, ma non di propaganda e con una sua dignità cinematografica. L'Oscar come migliore sceneggiatura originale, quindi, non sembra essere stato assegnato con intenti politici, come si sospettava. Il racconto, pur procedendo in maniera lineare e concentrato sulla sola protagonista, riesce a confondere e poi riprendere lo spettatore che scopre tutti i dettagli del "progetto" vendicativo di Cassandra, e le sue motivazioni, esattamente nell'ordine voluto.


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Il trailer de "La terra dei figli", il film tratto dalla graphic novel di Gipi dal 1 luglio nei cinema.


Tratto dalla graphic novel omonima di Gipi e diretto dal regista Claudio Cupellini ("Lezioni di cioccolato", "Una vita tranquilla", "Alaska"), il 1 luglio arriverà nelle sale il film "La terra dei figli".

Un padre e suo figlio, un ragazzino di quattordici anni, sono tra i pochi superstiti in un futuro in cui la civiltà è giunta al capolinea. La loro esistenza, su una palafitta in riva a un lago, è ridotta a lotta per la sopravvivenza. Alla morte del padre, il ragazzo decide di intraprendere un viaggio verso l'ignoto alla ricerca di qualcuno che possa svelargli il senso delle pagine misteriose del diario del padre. Solo così potrà forse scoprire i veri sentimenti del genitore e un passato che non conosce.

Nel cast, accanto a Leon de La Vallée (rapper conosciuto come Leon Faun), Paolo Pierobon, Maria Roveran, e Fabrizio Ferracane, compaiono anche Valerio Mastandrea e Valeria Golino

Il trailer del film prodotto dalla Indigo, è stato rilasciato ieri dalla 01 Distribution.




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19 giugno 2021

XIX Ischia Film Festival: Proiezioni ed ospiti della serata inaugurale (26 giugno)

Il film di apertura della diciannovesima edizione dell'Ischia Film Festival (sabato 26 giugno, ore 20:30) sarà "Quo Vadis, Aida?" della regista bosniaca Jasmila Zbanic.

Candidato al premio Oscar 2021 come miglior film straniero, "Quo Vadis, Aida?" racconta la storia di Aida, una traduttrice dell'ONU che durante le guerre di dissoluzione della Jugoslavia (1995) si trova insieme al marito e i due figli nella città bosniaca di Srebrenica presa d'assalto dall'esercito serbo. Aida ritiene di essere al sicuro nella base dell'ONU in cui lavora, ma quando la pressione dei serbi sul suo perimetro, entro il quale hanno trovato rifugio centinaia di cittadini d'etnia bosniaca, comincia a intensificarsi, deve trovare il modo di salvare sé stessa e la propria famiglia dal massacro imminente.

A seguire sarà un film italiano ad essere proiettato. Si tratta di “L’ultimo paradiso” di Rocco Ricciardulli interpretato da Riccardo Scamarcio

Prodotto da Netflix e girato in Basilicata, il film di Ricciardulli racconta di un contadino trentenne che abita nel Sud Italia degli anni cinquanta. Sposato e con un figlio, Ciccio sogna amore, libertà e giustizia, ed ha intrapreso una relazione proibita con Bianca Schettino, figlia del proprietario terriero locale, tale cumpa' Schettino. Un giorno, Ciccio, stanco dei soprusi di cumpa' Schettino, decide di sfidarlo. Nonostante l'ira del proprietario terriero, decide di non fare del male a Ciccio, finché non scopre la relazione della figlia con il contadino, uccidendolo. Alla morte di Ciccio, il fratello emigrato nel Settentrione Antonio torna nel paesello, e da lì una serie di drammatiche vicende.

Nella stessa serata inaugurale il regista Alessandro D’Alatri, reduce dal successo della fiction "Il commissario Ricciardi", riceverà il Plinius Award, un premio che negli anni è stato assegnato, tra gli altri, a Ron Howard, Walter Veltroni, Mario Monicelli, Paolo Villaggio e Rocco Papaleo.

Oltre le proiezioni in loco, nello splendido Castello Aragonese, il Festival abbraccerà anche una sezione online sulla piattaforma digitale ischiafilmfestivalonline.it, dove saranno visibili tutte le proiezioni fuori concorso e una selezione delle opere in concorso. 

Alle proiezioni in presenza si accede acquistando biglietto nominale con posto assegnato, presso l’info-point al Piazzale Aragonese ad Ischia.

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Recensione: Luca, di Enrico Casarosa ★★★★☆




Rispetto ai Pixar storici, ma anche ai recenti "Inside Out" e "Soul", il film di Enrico Casarosa non possiede quella componente filosofica e introspettiva che rende il cinema di animazione apprezzabile anche da un pubblico maturo. E' fondamentalmente un bellissimo cartone per ragazzi, leggero e pulito con una morale di tendenza. 

L'Italia è la protagonista assoluta, anche negli evidenti ma non fastidiosi stereotipi e nei numerosi riferimenti al cinema italiano (divertente la foto di Mastroianni in "Divorzio all'Italiana" come santino sulla Vespa) e a "Pinocchio", anche se qui il distacco dalla casa paterna per conoscere il mondo affrontando tutte le inevitabili difficoltà fino a diventare bambino vero in "Luca" avviene in maniera molto meno tragica che nel libro di Carlo Collodi

Luca e Alberto sono allo stesso tempo sia Pinocchio e Lucignolo che il Gatto e la Volpe (a proposito, grande Edoardo!!), la fatina è una simpatica adolescente sfigata (termine che forse negli anni '50 però non era usato) e piuttosto che diventare lui per magia un vero bambino, il burattino/pesce Luca trova il modo di integrarsi in una società che lo considera un mostro.

Luca è quindi ancora un film che parla di inclusione, pur compiendo un passo in avanti stigmatizzato in una frase di un personaggio nel finale il cui senso è che in una società complessa come la nostra, così come in un piccolo borgo di pescatori, integrarsi non significa necessariamente abbattere i preconcetti ma essere in grado di riconoscere le persone pronte ad accettare le diversità, anche se molti continueranno a vederci come mostri.

Tecnicamente la ricostruzione degli ambienti e degli oggetti (la Vespa!) è eccezionale.
Più vicina ai lavori della Sony Picture Animation ("I Mitchell contro le macchine", "Piovono polpette!") che non ai precedenti Pixar, il tratto grafico di "Luca" non ricerca tanto la riproduzione della realtà e il rispetto delle leggi fisiche, piuttosto la bellezza dell'immagine. Per questo motivo l'effetto sullo spettatore dell'incredibile luce solare della riviera ligure che illumina la storia di Luca e il suo amico Alberto potrebbe dipendere molto dallo schermo sul quale guarda il film. E' ovvio che su un tablet di 10 pollici si vedrà un film diverso che su un Oled 4k HDR di 60 pollici. 

Il lavoro dei doppiatori italiani, da Alberto Vannini e Luca Tesei fino alle guest Saverio Raimondo (anche nella versione USA) , Luca Argentero, Marina Massironi etc. è stato eccezionale, ma inevitabilmente nella traduzione si perdono molte battute basate sull'italianità.

Qualcosa dentro di me, però, mi porta a pensare che il giudizio positivo su "Luca" possa essere influenzato dall'orgoglio italiano e dall'ambientazione in quell'Italia degli anni '50/60 che è stata location prediletta di molto cinema italiano dell'epoca d'oro. Ma cerco di far tacere quella voce. Silenzio, Bruno!
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