07 agosto 2012

Casino, di Martin Scorsese (1995)

di Pietro D.L.
Dopo un anno di giocate, a partire dal lancio di poker cash e casinò on line, è ora di tirare le somme. E  la somma nella fattispecie ammonta a 13 milioni di euro. La notizia da un lato puo` apparire positiva ma e` proprio il suo essere  fortemente in controtendenza col periodo di crisi che sta attraversando il nostro paese ad avere allertato l`opinione pubblica.

I motivi di tanto successo sono da rintracciare nei due caratteristici punti di forza del gioco all’italiana: il realismo di una vera partita già piuttosto diffuso anche tra i migliori siti di slot machines e l’alto ritorno in vincita per i giocatori, pari al 90% della somma raccolta, secondo le direttive dal decreto Aams.
Questa presa di posizione sarà riuscita probabilmente ad attrarre e a soddisfare anche migliaia di esordienti, ma certo è che vincitore assoluto risulta lo Stato, con un incasso dell’Erario pari a 78 milioni di euro: 55 milioni dal poker cash e 23 milioni dai casinò online.
La notizia richiama alla mente l’atmosfera della Las Vegas “seventy” di Casinò di Martin Scorsese. Sam (Robert De Niro), giocatore e pregiudicato emblematicamente soprannominato “Ace”, riceve da una famiglia mafiosa di Kansas City l’incarico di dirigere un casinò di loro proprietà. La famiglia fa sì che Sam venga affiancato da un loro affiliato, il gangster Nicky Santoro, interpretato da Joe Pesci.
L’accoppiata già vincente nel precedente “Quei bravi ragazzi” viene qui integrata dalla figura femminile di  Ginger, un’alcolista, avida e infedele, con l’ossessione per il denaro e le sembianze di Sharon Stone.
Se il riuscito rapporto tra i due protagonisti, che sfora a volte nell’antitesi, si articola – tra spari e sotterfugi - sull’astuzia e la razionalità di Sam e l’impulsività  e la violenza del gangster, la relazione tra Sam e la sua donna sfugge a qualsiasi definizione. Si dubita se l’amore ne abbia mai fatto parte, se sia stato represso o annullato da disincanto e delusione.
Il film, in un’alternanza di pezzi blues, swing e rock, rivela una pagina di storia americana, tratta dall’omonimo romanzo di Nicholas Pileggi. Tutto è minuziosamente studiato per ricreare le atmosfere kitsch di Las Vegas. Il regista gioca con colori forti – esasperati negli abiti di Ginger - e giochi di luce, quasi come in uno spettacolo teatrale che conferisce al racconto l’immagine di un lungo flashback.
Gli avvenimenti si snodano sotto il segno della dismisura, a partire dalla durata del film, alla violenza, alle ossessioni, alle nevrosi perfettamente interpretate dagli attori.
È una storia di orgoglio che costringe a oltrepassare i limiti. Sarà pero` bene tenere presenti le devastanti implicazioni e, se ci fosse venuta voglia di giocare a blackjack sul web, possiamo sempre optare per il “play money”, cosi da non rischiare soldi veri. Tanto lo Stato ne ha gia` le tasche piene.

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