16 gennaio 2010

Giallo, di Dario Argento

di Ferdinando Carcavallo

Dario Argento non è scemo.
Si sarà fatto due conti e quando ha realizzato che il numero dei suoi ammiratori negli anni è diminuito notevolmente mentre quello dei detrattori è vertiginosamente salito, ha scelto di fare film a beneficio di questi ultimi.

Ecco quindi spiegato l'ascesa verso l'assurdo cinematografico compiuto con "Il cartaio", "Ti piace Hitchcock?" e "La terza madre".

Ma se non è scemo, Dario Argento non è nemmeno infallibile. Infatti con quest'ultimo "Giallo" non credo sia riuscito a soddisfare le attese del target prefissato. Giallo è certamente un film noioso, per nulla originale con uno script banale e molto approssimativo, ma manca di quella ridicolagine e quella cialtroneria che tutti ci aspettavamo di ritrovare dopo la sublimazione dell'ultimo capitolo della trilogia.
Si ride poco, giusto per l'espressione perennemente accigliata del protagonista Adrien Brodo che tanto ricorda il caro Andy Luotto ne "Il mistero di Bellavista" (quello era un vero giallo) e un po' all'inizio quando si cerca di dare un senso al titolo, prima con la vittima orientale poi per il taxi mortale utilizzato dall'assassino, fino a quando si scopre che l'allusione è solo al fatto che il maiaco è in realtà uno con l'ittero.
Anche per fare film brutti occorre concentrazione e lavoro, e dobbiamo ammettere che la mancanza sulla scena del tocco malato di un'artista come Asia Argento si fa sentire.
Chi ha amato la Terza madre per il suo saper essere così assurdo, finto e paradossalmente esagerato rimarrà deluso da questo nuovo film di Dario il quale comunque, anche se a un livello non eccelso, ci ha regalato un film ancora una volta inutile ma non imbarazzante.

Sulla questione della mancata distribuzione in Italia (chi scrive l'ha visto in versione inglese) non credo possano trovarsi giustficativi qualitativi. Oggi nelle sale c'è ben di peggio.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Recensione opinabile dalla prima affermazione.

Danilo ha detto...

Ho potuto visionare l'ultimo film di Dario Argento. Lo ritengo uno dei migliori film da lui realizzati negli ultimi vent'anni, diciamo anche il migliore dai tempi di Non ho sonno. D'accordo, non siamo di fronte ad un capolavoro ma non credo che il film voglia ambire a tale riconoscimento. Più semplicemente "Giallo" vuole essere apprezzato per quello che è: un thriller con qualche sequenza forte e poco importa se non vi è nulla di originale. Personalmente voglio che il cinema torni "a quote più normali" per dirla alla Battiato. Basta con questa ricerca della grande novità, del nuovo capolavoro che rilanci un tipo di cinema che non tornerà mai più. E poi,diciamocela francamente, poter vedere nel 2010 un thriller dove non vi è la solita stupida "love scene" vi pare poco?

KinemaZOne ha detto...

Si, Danilo, ci pare poco. Anzi pochissimo. Stiamo parlando di Dario Argento e noin di uno sprovveduto esordiente. Non possiamo "dare per buona" questa produzione solo perchè non c'è la soltita ricerca della novità. Anzi, direi il contrario.
Riceviamo spesso DVD di corti e lungometraggi di giovani registi e per quelli che ci piacciono diamo un parere, mentre per quelli che non ci piacciono non ci esprimiamo (se non in privato) proprio perchè non ci sembra giusto accanirci son un esordiente per il quale qualsiasi difetto o mancanza potrebbe essere dovuta soltanto all'inesperienza. Se ci fosse arrivato "Giallo" a firma di Pasquale Magnachecche probabilmente avremmo detto che si trattava di un film tecnicamente inccepibile ma senza nessun guizzo di originalità, troppo lungo ma che Magnachecche con uno script migliore avrebbe potuto sicuramente fare di meglio. Trattandosi non di Magnachecche ma del suo maestro non possiamo che sottolineare almeno l'inutilità, nel panorama generale ma soprattutto nella filmografia di Argento, di un film come questo.

Danilo ha detto...

Le vostre considerazioni, da un certo punto di vista, non fanno una piega, è sotto gli occhi di tutti l'inarrestabile declino di Argento e del cinema fantastico italiano. So bene anch'io che forse, da qualche parte, c'è un giovane artista sconosciuto che con un discreto budget a disposizione potrebbe fare un film bello, originale, ricco di inventiva. Forse...Ma a mio modo di vedere bisogna guardare l'opera, non il suo autore. Troppo comodo dire: tu sei il Re dell'Horror, hai fatto Suspiria, Inferno, ecc...non puoi uscirtene con un film come "Le tre Madri" perchè è palesemente inferiore alle passate produzioni. Invece se lo gira un emerito sconosciuto il film diventa accettabile, solo manca un po' di originalità...Mi sembra che il senso del vostro discorso sia questo, correggetemi se sbaglio. A mio avviso questo è un metodo irrealistico, che potrà anche far quadrare dei conti, ma con cui alla fine ci si vuole illudere e basta. Se un film è inutile oppure bello, lo sarà in ogni caso, sia che l'abbia girato Argento o un illustre sconosciuto. Il giudizio, a mio avviso, non può mutare in base all'autore. Già in una recensione o commento è quasi impossibile essere del tutto obiettivi prescindendo da gusti e pareri personali. Ma se ci mettiamo anche a giudicare in base alla fama, alla bellezza, al conto in banca, all'età e a non so quali altri parametri, non se ne caverà più nulla. Nessun film sarà più in grado di divertirci, a meno che non si decida di trascorrere il tempo dedicandosi unicamente alle pellicole "del passato". Ipotesi comunque realizzabile. Se a partire da oggi non si producessero più film, ve ne sarebbero comunque abbastanza per trascorrere serenamente il resto della vita...

KinemaZOne ha detto...

Nessuno giudica in base a qualcosa di diverso che non sia il film stesso. La mia considerazione sul fatto che Dario Argento fosse un "maestro" dell'horror era solo per giustificare il tono ironico un po' aggressivo con il quale abbiamo trattato "Giallo", tono che non avremmo usato con un regista esordiente pur riconoscendo l'assolutezza della bruttezza.

Anonimo ha detto...

Anch'io ho visto Giallo e trovo del tutto inutile questo accanimento su un autore come Argento.Giallo non avrà grossi colpi di scena ma è un film molto ben ccnfezionato e che funziona perfettamente, soprattutto gli omicidi.Vero è che Brody non ha fatto un'interpretazione degna da oscar, ma la nuova fatica di Argento è valida e non si può attaccare un regista perchè ha cambiato tecnica e non gira più come negli anni 70.Se uscirà al cinema invito tutti ad andarlo avedere.Luca

Sergio ha detto...

Rimandai il mio rientro in Italia dall'Inghilterra, poichè, sfogliando casualmente il settimanale inglese "Time Out" lessi della anteprima inglese del film "Giallo" proiettato in occasione del Fright Fest a Londra. La mia critica e' sicuramente da gran appassionato del cinema di Argento ed è proprio per questo motivo che stavolta posso permettermi di valutarlo. Internazionali i titoli di testa con una colonna sonora che credo di avere già sentito, ma non voglio influenzarvi. Un cast gradevole ma già prima del 1° omicidio si vede il volto dell'assassino: ma scusatemi questo non è Dario Argento! Brody sembra essere ancor più triste dei tempi del "Pianista". La Seigner che è in età abbastanza avanzata per fare ancora la hostess di volo. La Pataki, che credo sia doppiata, parla un inglese letteralmente tradotto dall'italiano. Vorrei concludere, senza svelare nessun mistero, dicendo che forse inglese doveva intitolarsi "Yellow". post by Sergio

Sergio ha detto...
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