02 marzo 2008

Sergio Leone. Quando il cinema era grande

di Ferdinando Carcavallo

Sono molte le analogie tra il nostro grande Serglio Leone e il maestro Stanley Kubrick, come la ricerca della perfezione e la personalità forte, alle quali si vanno ad aggiungere gli ettolitri di inchiostro versato da critici e appassionati per analizzare le loro opere.
Italo Moscati, in questo nuovo bellissimo libro della torinese Lindau, ci racconta Leone e il suo cinema attraverso una serie di affreschi dedicati a quei sette capolavori che il regista romano ci ha regalato.
Si tratta di aneddoti, ricordi personali o riferiti e risultati di ricerche che ci aiutano a farci un'idea senz'altro esauriente non solo del modo di fare cinema di Sergio Leone, ma anche di quello che significava (e signica anche oggi) affrontare il mestiere del cinema con lo spirito di un artista cercando di esprimere sempre, in ogni fotogramma, la propria idea artistica senza scendere a compromessi, o comunque trovando sempre una strada percorribile per bilanciare arte e mercato in modo che la seconda non corroda la prima.
Personalmente di questo libro ho amato soprattutto la parte finale dedicata alla genesi di quel grandissimo pezzo di cinema che è C'era un volta in America che Italo Moscati (anche lui un vero e proprio religioso di questo film) racconta come una scommessa del regista con se stesso, una sorta di "partita a scacchi con la morte". Leone sapeva sin dall'inizio che questo film sarebbe stato il suo grande capolavoro e la sua ostinazione a realizzarlo nel migliore dei modi era per lui il modo di lasciare questa vita avendo regalato al cinema qualcosa di grandioso.
Molto interessante anche la parte del libro dedicata ai progetti incompiuti di Leone.
"Senza Sergio Leone non avrei mai potuto fare Arancia Meccanica"
Stanley Kubrick

Sergio Leone. Quando il cinema era grande
Italo Moscati
2008 Lindau

9 commenti:

Noodles ha detto...

Lo comprerò presto. E' da un po' che lo punto. Se poi c'è questa religiosità sul capolavoro... devo averlo, essendo anch'io uno stretto fedele.

Lilith ha detto...

Grazie per la segnalazione! :) Quella casa editrice è favolosa!

KinemaZOne ha detto...

Sapevo che non saresti rimasto insensibile, Noodles. Del resto, il tuo nick la dice lunga.

Ciao

KinemaZOne ha detto...

E' vero, Lilith. La Lindau continua sempre a stupirmi. Titoli bellissimi a prezzi accessibili. Ultimamente sta mostrando un grande interesse per il cinema italiano, e questo è davvero positivo.

gparker ha detto...

Non senza stima ma per amor di correttezza preciso che non sono daccordo con niente di questo post.

Senza finire in giudizi estremi mi sembra tuttavia che il paragone Leone Kubrick sia folle, anche alla lontana.
Non solo mi sembra che Leone sia da sempre molto sopravvalutato, ma soprattutto non credo proprio che le sue opere abbiano mai avuto lo spessore sia tecnico che contenutistico dei film del maestro.

KinemaZOne ha detto...

Maroooooo... iuleenza!!
Faccio finta di non aver letto ;-)

KinemaZOne ha detto...

Fuori dallo scherzo, sono di opinione totalmente opposta a gparker, ovvero non proprio totalmente in quanto non ritengo affatto Kubrick "sopravvalutato", ci mancherebbe.
Ribadisco che il paragone da me (e non dall'autore del libro) azzardato riguarda le forti personalità dei due autori e la loro fortuna nel campo critico. Comunque entrambi erano dei perfezionisti, e credo che per Leone non abbia nulla da invidiare a Kubrick fermo restando le differenze stilistiche evidenti (e benedette) delle estetiche dei due autori.

Suedehead ha detto...

Dal momento che da una parte il mio anomimato è garantito e dall'altra vedo una grande riluttanza ad esprimere un'opinione fuori dal coro, a questo punto lo dico io - e declino ogni responsabilità:

STANLEY KUBRICK È MOLTO SOPRAVVALUTATO

E non solo: secondo me un solo film di Billy Wilder come Sunset Boulevard vale a occhio e croce una buona metà dell'opera intera di Kubrick.

L'ho detta. A questo punto, se vogliamo dire "pistola all'alba", mi trovate disponibile :-)

Suedehead a.k.a Compagnuccio Simon

Kinemazone ha detto...

Mmmm... mi sa che devo impostare la moderazione dei commenti. ;-))