07 ottobre 2007

Grindhouse - Death proof (A prova di morte)

di Ferdinando Carcavallo

Esce nelle sale italiane il capitolo di Rodriguez di Grindhouse (Planet terror) quando in contemporanea arriva il Dvd del capitolo tarantiniano in una edizione doppia ricca di extra che farà gola ai fan statunitensi, per i quali esiste solo la versione unica con i due capitoli tagliati.
Ho aspettato fino ad ora di vedere Death proof (non per mia volontà) e la mia attesa è stata premiata.
Death proof è a tutti gli effetti il quinto film di Quentin Tarantino. Ridotte al minimo indispensabile le "tamarrate" digitali per invecchiare la pellicola (graffi, tagli improvvisi, audio fuori sincrono) che tanto mi avevano fatto insospettire nel trailer, il film è la perfetta continuazione di Kill Bill.
Auto-citazionismo (nel senso che cita se stesso e i film automobilistici), exploitation e gusto del vintage sono dosati ad arte e ben si sposano con le componenti tarantiniane. La logorrea e il turpiloquio prendono qui un sapore particolare. Le (splendide) ragazze del film sono particolarmente sboccate ma nei fatti hanno un approccio al sesso abbastanza pudico, per non dire bigotto. Si chiudono in macchina con i ragazzi per darsi "sei minuti di baci", raccontano di baci-da-dietro fenomenali e praticano l'astinenza per tenersi stretti i fidanzati. Probabilmente questo contrasto linguaggio-fatti è una parodia della censura tipica dei film del Grindhouse vero, dove si dicevano parolacce, si mostrava violenza e donne in abiti succinti ma sul piano sesso si rimaneva sempre sull'allegoria.

Nel complesso il film è tecnicamente sbaloditivo. Le sequenze degli inseguimenti in auto e degli scontri sono adrenaliniche più degli ingegneristici "Fast and Fourious" e le attrici sono tutte adorabili (compresa la spilungona Zoe alla quale nel Dvd è dedicato un bel capitolo tra gli extra).

Quando il film uscì nelle sale italiane si accese una bella polemica riguardo alla scelta tutta europea di dividere i due capitoli in due film separati inserendo scene tagliate nella versione uscita in USA. Alla fine dei conti, almeno per Death Proof, non credo che la cosa abbia fatto male. Non mi sembra di aver notato nessuna scena superflua.

Un film tarantiniano al 100%.

4 commenti:

mimhe ha detto...

bel blog complimenti

mimhe ha detto...

lo voglio vedere!!!!!!!!!!

Fringe ha detto...

Suppongo che tu abbia preso il film pochi minuti dopo che io l'ho riportato al negozio.
Comunque non sono arrivato alla fine.
Mi sono annoiato.

Ci sentiamo ?

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo! Certo che Tarantino è capace di creare dei personaggi femminili così bizzarri e insieme così affascinanti come pochi altri registi sanno fare.

Estonia