04 giugno 2007

Il grande capo

di Ferdinando Carcavallo


Ogni film di Lars Von Trier è una storia a sè, per quanto il suo tocco registico sia riconoscibile in ogni fotogramma.
Questa commedia aziendale, ad esempio, è un film da visione Home Video. Non credo che avrei apprezzato l'opera allo stesso modo andandolo a vedere al cinema.

Il proprietario di una piccola azienda software danese vuole vendere l'azienda a un compratore islandese calpestando i diritti e le aspettative dei dipendenti che si ritroveranno in mezzo ad una strada e senza un soldo. Come fatto in passato per altre scelte impopolari, il cinico imprenditore vuole far ricadere le colpe su un fantomatico predisente fantoccio per l'occasione affidato all'interpretazione di un attore disoccupato.

Come in un gioco di scatole cinesi, i dipendenti della piccola azienda danese sono pedine di un grande capo finto che in realtà risponde, assieme a tutti gli altri, alle strategie di un "grande capo del grande capo" che altri non è che il regista del film (grazie a Pasquale per l'analisi).
Il grande capo, quindi, è un grande fratello sia nell'accezione nobile puramente orwelliana che in quella più prosaica da reality show. Il film stesso è un reality. Le telecamere sono fisse, le inquadrature quasi mai centrate, i dialoghi spesso accavallati e la musica assente.
Von Trier ci regala, come in passato, opere dalla regia assente ma per niente distaccata. Il suo gusto per il non esserci ricorda un po' il Moretti di Ecce Bombo che si chiedeva se ad una festa sarebbe stato notato più per l'assenza che non andandoci e rimanere in disparte.
Senza farsi troppe elucubrazioni analitiche, come suggerisce lo stesso Von Trier ad inizio film, conviene godere della visione de "Il grande capo" come siamo soliti fare per una commedia, magari quelle fantastiche commedie degli equivoci di Frank Capra o Billy Wilder, con tanto di lieto fine e deviazione teatrale nel finale.
E come in una commedia non mancano occasioni di divertimento, soptrattutto nelle esternazioni violente del compratore razzista e xenofobo che insulta i danesi tramite il suo compiaciuto interprete.

2 commenti:

AmosGitai ha detto...

Come puoi constatare da quanto ho scritto nel mio blog, "Il grande capo", seppur apprezzo Lars Von Trier, non mi è piaciuto per niente! Ormai sta diventando sempre più presuntuoso...

Il mio blog sul cinema e viaggi:
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Dome & Edo ha detto...

uh mi manca questo!
von trier me gusta mucho