28 aprile 2007

Piano 17

di Ferdinando Carcavallo

Ho visto Piano 17 quasi un anno fa quando uscì in DVD e recentemente mi è capitato di rivederlo. Se la prima impressione era stata buona ad una seconda visione mi sentirei di parlare di un film dogma. Piano 17 è un vero e proprio esempio da seguire per il cinema italiano e non solo. Un film umile, girato in digitale con estrema ristrettezza di mezzi (un budget di 70.000 euro di cui 18.000 solo per il riversagio su pellicola) sul quale gran parte del cast ha investito attraverso la propria collaborazione. Ma a questa (non evidente) pochezza di mezzi Manetti Bros. & Co hanno supplito con un eccezionale lavoro di regia e di sceneggiatura (scritta in collaborazione con il sorprendente Gianpaolo Morelli). Un thriller claustrofobico incentrato su un bandito che resta bloccato in ascensore di una banca in compagnia di una bomba da lui stesso innescata e due ignari impiegati. Colti e citazionisti, i modelli stilistici dei Manetti Bros. sono fin troppo chiari. Per chi non lo sapesse, i Manetti Bros. sono quelli dell'Ispettore Coliandro, ma anche di Zora la vampira (il loro primo lungo lungometraggio del 2000), i videoclip dei Flaminio Mafia, Neffa e Piotta e i minifilm della serie TV Crimini. Il cast di questa loro seconda fatica cinematografica è quello degli afecionados dei registi romani, come Gianpaolo Morelli, Elisabetta Rochetti e Enrico Silvestrin nei ruoli principali, ma ben delineati e mai supericiali sono i personaggi a controrno della storia in cui trovano grandi opportunità Massimo Ghini, Valerio Mastandrea, Giuseppe Soleri e Antonino Iuorio. Stavolta il citazionismo dei fratelli Manetti è ridotto al minimo, mentre è privilegiata l'originalità nella struttura narrativa e nell'intricata ma scorrevole corsa verso il doppio finale, anche se non mancano i tributi a Spike Lee e Tarantino, passando per Monicelli e Enzo G. Castellari (amichevolmente nella parte di un vigilante). Piano 17 rappresenta ancora oggi, a due anni di distanza, un importantissimo contributo alla rivoluzione digitale, tanto che KinemaZOne nel filmato di auguri di nuovo anno 2007 sclese proprio una sequenza di questo film per rappresentare la rinascita del Cinema Italiano.

Piano 17 a maggio su Sky Cinema Mania.



6 commenti:

Anonimo ha detto...

Forse hai un po' esagerato, pero' effettivamente è un bel film. Sono tra i pohi ad averlo visto al cinema e posso assicurare che era opinione difusa nella sala che si trattava di qualcosa di buono. Due giorni dopo spari' dalla circolazion.

Ale

Suedehead C.S. ha detto...

Ehilà!
Questo mi mancava proprio (nel senso che non ne conoscevo proprio l'esistenza).

Conto di colmare questa lacuna (col tuo aiuto, si capisce...)

Buon week-end lungo! :-)

Suedehead a.k.a Compagnuccio Simon

Kinemazone ha detto...

Il mio aiuto? Certo: su DVD STORE (www.dvd-store.it) puoi comprarlo a €6,90!!!

Anonimo ha detto...

Grandi Manetti Bros!!! Questo film è davvero grande. Bello anche il filmatino sul cinema italiano. azzeccatissimo.

gparker ha detto...

Non ci sto proprio. La polemica su Piano17 la sostenni a mio tempo già sul mio blog, ma non resisto a ripropormi qui.
Ho trovato il film uno dei peggiori esempi di cinema italiano. Privo della minima originalità e della minima rielaborazione di forme e stili stranieri. Incapace anche di confezionare una perfetta imitazione di un film americano e non certo dal punto di vista del budget (i limiti del film non sono certo nelle componenti economiche) ma soprattutto dal punto di vista della scrittura.
Oltre ad essere recitato abbastanza male da quasi tutti i protagonisti Piano17 è scritto anche peggio. Battute al limite del ridicolo e dello stereotipato sparpagliate per tutto il film, soluzioni di regia da video amatoriale e un intreccio svolto senza capo nè coda.

Trovo che Piano17 sia la punta minima del nostro cinema, che anche quando fa male almeno riesce a farlo a modo suo e cercando di imitare qualcun altro.

Suedehead C.S. ha detto...

Vabbè, il mondo è bello perché è vario...