31 agosto 2006

KinemaSTore - Il minimarket di KinemaZOne

Ecco qua un piccolo spin-off di KinemaZOne per pubblicizzare libri, dvd e eventi legati al cinema che ci sembrano particolarmente rilevanti. Più, ovviamente, doverose marchette tipo due punto zero...
Attendiamo con ansianità le vostre segnalazioni.

Bentornati dalle vacanze!
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19 agosto 2006

Cadaveri all'asta su eBay

L'11 settembre 2006 cominceranno le riprese del film Bumba Atomika di Senesi Michele - o Michele Senesi che dir si voglia. La promozione on line del film super indipendente è già cominciata, in una maniera senz'altro originale: un'asta on line su eBay (finta) per la vendita di due cadaveri. Si tratta senz'altro di qualcosa di un po' macabro, ma in linea con la trama del film che raconta di un gruppo di giovani alcoolisti incalliti che escogita questo originale business per procurarsi i soldi necessari alle loro smodate asunzioni di alcool.
Bumba atomika è una produzione veramente indipendente - pure troppo - e pertanto meritevole di attenzione.
In bocca al lupo. Che l'11 settembre possa ricordarsi in futuro anche per questo.

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18 agosto 2006

Bubble

di Ferdinando Carcavallo

Un po' per via del titolo (palle?), un po' perchè non impazzisco per Steven Soderbergh, un po' per l'uso maniacale della telecamera fissa che rende l'avvio del flm di difficile digestione, ma ero proprio convinto che questo Bubble non sarei riuscito a vederlo fino in fondo. Invece, come spesso accade (ormai lo faccio per scaramanzia) il mio scetticismo è stato umiliato da un film bellissimo, anche se molto crudo e violento. Una violenza non fatta di scene efferate e di schizzi di sangue ma di anime nude scrutate da una telecamera indiscreta e per questo molto pericolosa. La vita povera di contenuti della provincia americana, questo universo di solitudine e di rapporti solo accennati per paura soltanto di aspirare a qualcosa di più, mette nell'animo degli spettatori-voyeur un colpevole stato di angoscia. La vita di Marta, matura operaia di una fabbrica di bambole, è tutta tra il padre infermo e il lavoro; unico svago le frasi di convenienza scambiate con il giovane collega Kyle con il quale ha un rapporto d'amicizia fondato sul nulla ma che basta a Marta a rendere sopportabili i silenzi delle sue giornate. Un precario equilibrio di sentimenti che un piccolo evento diversivo come l'arrivo in fabbrica di Rose, una ragazza madre già stanca della vita ma aspirante a scappare via dalla miseria della provincia, rischia di far crollare degenerando in una tragedia.
L'atmosfera del film ricorda Loach e Von Trier, ma lo stile di Soderbergh è molto più (volutamente) impersonale i quello dei due maestri europei.
Bubble è stato concepito e realizzato per la visione home video ed è senza dubbio uno dei migliori e più ispirati film di Soderbergh (paragnabile a Sex, lies and Videotapes e Full frontal). Ci avviamo verso un contesto in cui il DVD è la destinazione privilegiata dei prodotti di qualità mentre nelle sale finiscono i prodotti di cassetta.
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Superman returns (santo subito!)

di Ferdinando Carcavallo

Cominciamo subito col dire che Spiderman 2 (secondo il sottoscritto) continua ad essere il miglior comic-movie della storia del cinema.
Tranquillizzàti Raimi e Stan Lee, ora possiamo dire che Superman returns è davvero un film sconvolgente dal punto di vista visivo. Bryan Singer osa l'inosabile e soddisfa appieno le aspettative dei fans del fumetto e degli amanti del cinema spettacolare. Girare un film su Superman, del resto, è un'occasione unica per sbizzarrirsi in scene oltre i limiti del possibile e nel totale disprezzo delle leggi fisiche, perchè il presupposto è che "Superman può fare tutto ed è indsistruttibile" (la kriptonite in questo sequel pare sia più un problema freudiano che fisico per il complessato Nembo Kid). Ecco quindi che godiamo e ci divertiamo un mondo nel vedere Superman che afferra per il muso a pochi metri dal suolo un jet in picchiata sullo stadio gremito per poi poggiarlo pian piano per non farlo rompere, o quando esce dall'atmosfera terrestre come dalla porta del bagno mettendosi in ascolto delle voci di tutto il pianeta, con una connotazione divina che ricorda la famosa foto dell' Occhio di Dio scattata dalla NASA.
La storia è completamente in linea con la filosofia DC Comics, con Lex Lutor (un fascinosissimo Kevin Spacey, che non è Gene Hackman, ma...oh!) che vuole il male di tutti a causa dell'odio per Superman e quest'ultimo che è permeato dalla convinzione della missione di salvaguardare la vita del pianeta.
E la differenza tra il Superman di Brandon Routh e quello interpretato da Christopher Reeve è proprio in questa rilettura religiosa del mito. Le catratteristiche "mortali" del supereroe sono ridotte al minimo. Il matrimonio con prole di Lois Lane contribuisce anche a privarlo quasi del desiderio sessuale, per cui Clark non ha più nessun motivo di resistere alla vocazione.
E proprio per questa sua connotazione di onnipotenza, di essere così superiore (ricordate l'analisi tarantiniana di Kill Bill 2) alla fine il personaggio di Superman resta quello di un tempo, ossia di eroe freddo e anche (impressione del tutto personale) poco moderno, come quello B&N di George Reeves. Lo so, non ci si può aspettare che lo spettatore si immedesimi in un supereroe, ma i Marvel (di carta e di luce) ci hanno abituati a degli eroi molto più umani, che ci vuoi fa'?
Se nella scena in cui la folla dello stadio lo acclama vi sembrerà di sentire "allelujah", rassicuratevi: è solo suggestione.

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17 agosto 2006

A Roma l'estate è (de)genere

Approda al Cineporto l’appuntamento con “Italia (de) genere”, la rassegna dedicata al cinema di genere italiano, organizzata dalla società Orchidea.com, con il Patrocinio e il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma.
Giunta alla terza edizione, “Italia (de) genere”, amplifica il proprio campo d’indagine, con uno spostamento minimo ma percettibile del suo orizzonte critico: non più solo ricognizione sul cinema di genere degli anni ’70, ma anche un’indagine sulla stagione cinematografica del decennio precedente. Quale cinema di genere era proponibile negli anni ’60? Quali registi lo praticavano? Che rapporto aveva con il cinema d’autore ad esso contemporaneo? Che rapporto ci sarà con i generi proposti nei decenni successivi? Queste alcune domande poste alla base della rassegna presentata quest’anno.
Un approccio che permetta anche di comprendere come il cinema di genere italiano non sia circoscritto soltanto alle produzioni economicamente più limitate, ma sia anche declinato da produzioni di più ampio respiro, frequentato da registi di diversa personalità, coniugato con la commedia e la parodia, contaminato con filoni differenti.
Per permettere allo spettatore appassionato di trovare personalmente le adeguate risposte, si sono organizzate serate tematiche, alla presenza di critici ed esperti del settore, dedicate a generi diversi (l’avventura, il western, la ricostruzione storica, la fantascienza, l’horror), ma anche a letture trasversali (la parodia, la commedia, l’erotismo), a riferimenti incrociati, a cambi di prospettive che consentano una revisione del cinema di genere. Più che ai casi flagranti ed ormai storicizzati, lo sguardo critico si è appuntato su casi più marginali ma suggestivi, proponendo opere alternative da rileggere e riconsiderare: sono presenti due problematici inciampi commerciali nelle carriere di Cottafavi (I cento cavalieri) e Argento (Le cinque giornate), un vero e proprio western morale di un caposcuola del genere (I giorni dell’ira, di Tonino Valerii), un singolare esperimento erotico di un maestro dell’horror e del thriller (Quante volte… quella notte, di Mario Bava), un suggestivo incontro tra un padre del cinema comico come Steno con l’horror e la coppia di comici Franchi e Ingrassia (Un mostro e mezzo).
Gli incontri, prima e dopo le proiezioni, saranno coordinati da Orchidea De Santis. Parteciperanno Italo Moscati, Andrea Pergolari, Antonio Tentori, Alberto M. Castagna, Fabio Melelli, Sergio Ponzio.
Saranno presenti, tra gli altri, Antonella Lualdi, Dario Argento, Tonino Valerii, Lamberto Bava, Mario Scaccia, Luisa De Santis, Carla Carpi, Carlotta Festa Campanile, Elvira Cartenì.

dal 21 al 27 agosto al Cineporto Viale Antonino di San Giuliano (Ponte Mivio) - Roma. Ingresso libero
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07 agosto 2006

In ascolto (The listening)

Eccone un altro.
Un altro film italiano, ambizioso, di ampio respiro, distribuito da Medusa e con un bel sito Internet con tanto di gadget e (finto) blog promozionale. Imperniato su un tema scottante come il progetto Echelon, con Maya Sansa (attrice in pieno lancio) e il tarantiniano Michael Parks. Non sarà costato nemmeno poco questo In Ascolto, opera prima di Giacomo Martelli, e l'impegno da parte del regista di documentazione e stufdio deve essere stato abbastanza lungo. E alla fine? Mai uscito nelle sale, mai pubblicizzato, buttato oggi lì nei videonoleggi nella speranza (?) che qualcuno armato di buona volontà si documenti e decida di vederlo.
Ecco la trama: ECHELON è un programma di sicurezza nazionale che si occupa di spionaggio su scala mondiale. È un sistema di controllo così potente, che arriva anche nella sfera privata. Francesca è una studentessa che per raggranellare qualche soldo, lavora in una galleria d'arte. Un giorno per strada trova una valigetta e da quel momento la sua vita non sarà più la stessa: perché sarà popolata di spie, traditori, personaggi senza scrupoli che puntano al controllo del mondo. L'unica difesa è mettersi in ascolto.
Una storia Hitchicockiana che offre spunti a molte riflessioni, che tra l'altro hanno luogo già da un po' sul forum collegato al film su IMDB.
Un film che parla di complotti e misteri, ma il vero mistero è il film stesso. Perchè non ce lo hanno fatto vedere? Perchè non ci fanno nemmeno sapere che esiste? Che cosa sta succedendo alla distribuzione cinematografica in questo paese? Qual'è il piano di business della Medusa che compra i film e se li tiene in cassaforte?
Qualcuno sa rispondere? Pechè Vacanze smeralde (film del quale ci si dovrebbe vergognare) va nelle sale e questo dalle ottime potenzialità viene umiliato ?

Questo film ha vinto il Ciack d'oro 2006 assegnato dai lettori della rivista. Ma dove l'hanno visto?

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La terza madre sarà la prima figlia

di Ferdinando Carcavallo

La giovane promessa del cinema horror Dario Argento, non pago dei recenti trionfi del Cartaio e Ti piace Hitchcock?, ha cercato per lungo tempo la protagonista del prossimo film. Alla fine, cerca cerca, la scelta è caduta sulla diva italo-americana Asia Argento, già collaboratorice dell'omonimo regista in capolavori come Il fantasma dell'opera, Trauma e La sindrome di Stendhal, oltre ad essere lei stessa regista di chicche horror come Ingannevole è il cuore più di ogni cosa, tratto dal romanzo autobiografico di uno scrittore sòla.
Il film in origine doveva chiamarsi Mater Lachrymarum, ma essendo gli Argento "ggente de curtura" verrà distribuito nel mondo (ah ah ah) con il titolo Mother of tears. Si tratta del terzo capitolo della trilogia iniziata dal regista con Suspiria e Inferno, film completamente diversi tra loro e senza alcun nesso ai quali Argento farà seguire il terzo nel pieno e consueto disprezzo della continuità narrativa, caratteristica che trova pari nella cinematografia moderna solo in Tinto Brass, la cui scelta dei volti delle protagoniste è però di ben altra valenza.
Le riprese del film partiranno da Roma a novembre e la storia prevista è quella di una studentessa americana con poteri extrasensoriali che per un motivo o per un altro si ritrova a liberare dalla sua lunga prigionia una potente strega. La ritrovata libertà della strega provoca suicidi, assassini, ferimenti, decapitazioni, mutilazioni, scippi, strascini e mazzate varie a tutta la popolazione che solo la ragazza potrà fermare.
Nella foto un'immagine dell'attrice intenta a spaventare lo spettatore.

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04 agosto 2006

I magnifici sette Dylan

Sette attori per interpretare Bob Dylan nelle varie fasi della sua quarantennale carriera. Sette attori anche molto diversi, tra i quali l'attrice di colore (forse Yolonda Ross) che dovrebbe rappresentare l'anima nera di Mr. Zimmerman.
A gestire questo complesso biopic intitolato "I'm not there" sarà il regista Todd Haynes, al quale dobbiamo il film culto Velvet Goldmine sulla musica pop inglese degli anni '70.
Il cast stellare che Ledger dirigererà è composto da Heath Ledger, già cowboy delle montagne di Brokeback e recentemente investito della carica di nuovo Joker ("Jokerman dance to the nightingale tune" cantava Dylan negli anni '80) nel sequel del prequel di Batman, poi avremo Christian Bale, che esordì proprio in Velvet Goldmine, Richard Gere, Julianne Moore (con Haynes anche in Lontano dal paradiso), Cate Blankett e Charlotte Gainsburg. Per il momento non c'è, ma credo che una parte per Scarlett Johansson la troveranno. Potrebbe essere una perfetta Joan Baez (scherzo). Il film è attualmente in produzione. Probabile la sua uscita nella prima metà del 2007.


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02 agosto 2006

I soliti ignoti: un tributo a Totò

di Ferdinando Carcavallo

Estate, tempo di classici in TV. Ieri hanno dato ancora una volta il capolavoro di Monicelli, e nonostante l' avessi visto almeno 30 volte me lo sono riguardato.
Su questo film è stato detto di tutto, e non è ancora abbastanza. Ieri soltanto, pero', ho notato qualcosa che in passato mi era sfuggito, e cioè che gran parte del film è un tributo alla fugura di Totò ed a quello che il comico rappresentava all'epoca delle riprese.
Totò era, sebbene attivissimo, un attore che rappresentava la commedia passata, fatta di spensieratezza ed evasione, mentre quella che si stava affacciando in Italia, e di cui I soliti Ignoti era il capostipite, era una commedia più amara e legata alla spesso triste e misera realtà italiana.
Notate la scena in cui Totò compare nel film. Si tratta della scena della proiezione del filmino di sopralluogo girato dal fotografo Tiberio allo scopo di permettere all'esperto maximo Dante Cruciani (Totò, appunto) di analizzare la cassaforte e carpirne la combinazione.
L'intera proiezione si svolge al buio con tutti i personaggi illuminati dal proiettore tranne Cruciani che è appena visibile in penombra al centro dell'inquadratura. Quando la proiezione termina e qualcuno accende la luce questa illumina in maniera quasi irreale solo il volto di Totò che sembra apparire come una visione al centro della scena. Ci sono più significati e metafore in questa inquadratura che nella "Vergine delle Rocce". Almeno io ci vedo un passaggio del testimone della commedia italiana da Totò alla nuova generazione rappresentata da Gassmann e Mastroianni i quali, raccolti attorno a quella stupenda icona, attendono una benedizione.
La frase che pronuncdia Totò/Cruciani, del resto, non lascia adito ad equivoci: "Come film è una vera schifezza, ma quello che ho visto può bastare", come dire "Non è la comicità travolgente e fisica di cui io sono ancora il Principe, ma qualcosa di buono c'è!". Una sorte di bonaria e ironica sentenza di approvazione.
La partecipazione di Totò a questo film, quindi, è più di un cameo, ma è l'essenza stessa del film.
Non è un caso che il divo George Clooney, produttore del mediocre remake americano Welcome to Collinwood, abbia voluto riservare per se la parte di Dante Cruciani senza cambiare una virgola della regia di Monicelli soprattutto nella citata scena della proiezione.

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01 agosto 2006

Viaggio nell'Italia del Cinema

di Ferdinando Carcavallo

L'utilità dei dizionari del cinema è stata finora quella di fornire rapidamente informazioni su un film. Oggi che su Internet sono accessibili gratuitamente archivi completissimi sui quali è possibile recuperare informazioni con qualsiasi criterio di ricerca (titolo, regista, attori, produttori, etc.), il valore aggiunto di un archivio cartaceo è nelle informazioni che il curatore di un dizionario riesce a dare e nel metodo utilizzato per la classificazione dei film.
Un approccio originale (o almeno inconsueto) è quello proposto da Giuseppe Papasso per Il dizionario del cinema della Spot Italia, in cui i film sono raggruppati in monografie dedicate alle regioni d'Italia in cui sono ambientati e/o girati; una sorta di atlante o guida turistica del cinema italiano.
Mentre si parla tanto di cineturismo in maniera spesso pretestuosa e confusa, l'opera di Papasso sembra essere una concreta realizzazione di una geografia del cinema che (mi risulta) in Italia era ancora inedita.
Per ogni film - ma anche fiction televisiva, documentario, cortometraggio e cinegiornale - Papasso riporta le solite scheda tecnica e trama, ma anche le note di regia (molto interessanti), la critica e la specifica delle location.
L'opera comprende 11 volumi ognuno dedicato ad una/due regioni. Ad oggi sono stati pubblicati i primi due sulla Calabria e Puglia/Basilicata, mentre è lì lì per uscire quello dedicato alla Campania (che non posso non avere).
Opera multimediale in senso reale, i volumi contengono anche diverse foto dal set a colori e bianco e nero e locandine, materiale che si ritrova anche nel CD-Rom allegato.
Forse, di tutto il progetto certamente meritevole e portato avanti con estrema professionalità, l'unica pecca è proprio nel CD-ROM nel quale mi sarei aspettato di trovare una virtualizzazione di viaggio in Italia tra le diverse regioni, mentre le informazioni sulle location sono qui del tutto assenti. In compenso, però, il prezzo di ogni volume è sicuramente interessante considerata la qualità dell'edizione.
Infine, molto intereassante è la sezione dedicata alle biografie critiche dei personaggi (attori, registi, autori, musicisti) originari della regione.

Il dizionario del cinema (La Puglia e la Basilicata)
Autore: Giuseppe Papasso
Editore: Spot Italia
Pagine: 480
Formato: 14 X 20
Illustrazioni: Colore e bianco e nero
Prezzo: 25,00 €

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