11 luglio 2006

La terra

di Ferdinando Carcavallo

Ho già dichiarato in passato di apprezzare Sergio Rubini regista, anche se inevitabilmente nei suoi film accade sempre che l'entusiasmo iniziale venga poi smorzato da un ritmo che va via via afflosciandosi, tantevvero che spesso il regista ha introdotto nelle sue storie un elemento surreale a sostegno di una scenegiatura non tanto lineare (L'anima gemella, L'amore ritorna) che spesso indugia in quadretti sentimentalistici e malinconici del tutto decontestualizzati, tanto da sembrare delle interruzioni pubblicitarie.
La Terra, seppur non scevro di lungaggini e buchi narrativi, è sicuramente un film migliore degli ultimi due del regista attore pugliese. La storia del riavvicinamento di quattro fratelli della provincia pugliese (troppo diversi tra loro per dare la parvenza di una seppur disgregata famiglia) passa attraverso un fatto di sangue che vede vittima l'odioso e viscido usuraio Tonino (interpretato dallo stesso Rubini). Rubini ha avuto a disposizione forse uno dei migliori cast della stagione. Fabrizio Bentivoglio riesce sempre simpatico per il suo saper non essere divo, mentre Emilio Solfrizzi è ancora troppo televisivo per i miei gusti (sembra sempre il professore delle fiction mediaset). Un po' di spazio in più a quel bel pezzo di attrice di Claudia Gerini avrebbe sicuramente giovato (almeno al sottoscritto), mentre il ruolo antagonista di Rubini è forse una delle sue migliori performances, con la quale si fa perdonare alcuni gigionismi recenti dei quali non è stato l'unico artefice (Manuale d'amore, A.A.A. Achille, Denti).
In conclusione, La terra, oggettivamente tra i migliori film italiani di quest'anno, è ancora una volta un film di transizione; le vere potenzialità di questo regista, quelle intraviste nelle prime produzioni come La stazione e Il viaggio della sposa non sono state ancora espresse del tutto. Ma manca poco.

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1 commenti:

LaBari ha detto...

Bel film..non c'è che dire...
da Barese poi, vi confesso che vedere Solfrizzi nelle vesti di attore non comico mi fa sorridere un pò...
Lo ricordo nei panni di Kiavik..
o del calciatore Brasileiro Ordigno...o ancora nei panni di Filomena Cozza Depurata!!!
Solo i Baresi sanno a cosa alludo...
Cmnq BEL FILM DEL GRANDISSIMO
Rubini...
seppure le incongruenze tra la parlata Barese e i contesti salentini...stride un pò alla credibilità filologica del tutto!!!
Cmnq a livello nazionale Un figurone come sempre
GRANDE RUBINI!!!