12 aprile 2006

Da Sodoma a Hollywood

di Mamoru Chiba

Il Festival Internazionale di Film con Tematiche Omosessuali ritorna a Torino dal 20 al 27 aprile per la sua XXI edizione: 21 anni dedicati al grande cinema che esplora e costruisce l’immaginario queer.

Era il 1981 quando Ottavio Mai e Giovanni Minerba, stanchi di un certo cinema che utilizzava i personaggi omosessuali in ruoli marginali e/o offensivi, girano il loro primo film Dalla vita di Piero. Accolto positivamente al Festival Cinema Giovani di Torino, il film viene invitato in vari festival internazionali e Mai e Minerba si rendono conto che tanti film a tematica omosessuale non arrivano in nessun modo in Italia. Nasce così l’idea di un Festival che dovrà però attendere il 1986 per vedere la luce ottenendo anche il contributo della Provincia di Torino e della Regione Piemonte oltre all’importante sostegno artistico di altri importanti enti nazionali ed internazionali (Museo Nazionale del Cinema, British Council, Goethe Institut,…).
Grazie ad una curata selezione di film, anno dopo anno il Festival è divenuto una delle principali occasioni di dialogo e confronto per la comunità Queer come per il grande pubblico. Il Festival ha anche il merito di aver fatto conoscere in Italia registi come François Ozon, Gus Van Sant, Derek Jarman, Todd Haynes e, recentemente, Eytan Fox e Apichatpong Weerasethakul.

Ospite d’onore della XXI edizione del Festival sarà Jeanne Moreau. L’attrice introdurrà le anteprime di due film che la coinvolgono direttamente nelle vesti di interprete del nuovo capolavoro del regista francese François Ozon, Le temps qui reste, sugli schermi italiani grazie a Teodora Films, e di attrice e co-produttrice della sorprendente pellicola del regista bosniaco Ahmed Imamovic, Go West.
Nell’ultimo film di Ozon, l’attrice veste i panni della nonna del protagonista, Romain (Melvil Poupaud), un bellissimo giovane minato da una malattia incurabile. I due vivono un rapporto di profondo amore, accomunato dall’esperienza imminente della morte, naturale o violenta che sia.
In Go West, invece, Jeanne Moreau raccoglie in un breve recitativo finale, nei panni di una giornalista, l’esperienza lacerante di un giovane omosessuale di Sarajevo, della sua lotta per la sopravvivenza e la fuga da una Jugoslavia dei primi anni Novanta irrimediabilmente annullata dagli orrori di una guerra fratricida.

Oltre ai film in concorso, il Festival offre una retrospettiva dedicata ad uno dei più affermati registi britannici: Ken Russell. Oltre alla presenza del grande regista, il pubblico potrà apprezzare i film e i programmi televisivi da lui realizzati, tra cui i cult Donne in amore, I diavoli, L’altra faccia dell’amore e Messia selvaggio.
Inoltre ci saranno gli omaggi dedicati al regista francese Alain Guiraudie (nuovo talento cinematografico di cui saranno proiettati tutti i film realizzati a partire dai primi anni ’90), alla regista statunitense di film e documentari sperimentali Barbara Hammer ed al regista visionario e psichedelico di Hong Kong Yonfan.
Un ulteriore omaggio sarà dedicato, in occasione del centenario della nascita, al regista mito Luchino Visconti con la proiezione di un documentario del 1999 di Carlo Lizzani. Una raccolta di testimonianze ed interviste rilasciate dalle grandi personalità che hanno collaborato con Visconti e ne hanno condiviso l’epopea artistica, tra cui Claudia Cardinale, Suso Cecchi d’Amico, Alain Delon, Vittorio Gassmann, Massimo Girotti, Burt Lancaster, Jean Marais, Marcello Mastroianni, Francesco Rosi, Franco Zeffirelli.
La sezione Europa Mon Amour, dedicata alla riscoperta delle produzioni europee, sarà dedicata alla realtà queer turca, il cui passato e presente saranno esplorati attraverso film, documentari e videoarte. Uno sguardo su una realtà così vicina all’Europa per cultura e stile di vita, ma al tempo stesso ancora separata da questa. Il superamento dei confini sarà il fine della sezione.

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mmmmh... ma che cos'è la comunità queer, o meglio, cosa significa?

Ale

Mamoru Chiba ha detto...

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

"Queer" è un termine controverso. In lingua inglese significa letteralmente "insolito", ma adottato anche in altre lingue - fra cui l'italiano - si usa per indicare quelle persone il cui orientamento sessuale e/o identità di genere differisce da quello strettamente eterosessuale: un termine-ombrello, si potrebbe dire, per persone gay (omosessuali), lesbiche, bisessuali, transessuali, transgender e/o intersessuati.

In tal senso, è un sinonimo di LGBT (Lesbian Gay Bisex Transgender) o gaylesbico.

Il termine si scrive spesso con lettera maiuscola quando fa riferimento ad un'identità o comunità, piuttosto che ad un semplice fatto sessuale.